14/11/2019  in VARIE

 

30/10/2019  in VOGHERA

Fruttuosa perquisizione nel carcere di Voghera. A darne notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Un plauso agli uomini della polizia penitenziaria di Voghera che, nonostante la cronica carenza di personale, non rinunciano al controllo e alla repressione di condotte messe in atto dai detenuti. L’apparecchio, di dimensioni minime, era all’interno di un pacco, abilmente occultato, indirizzato ad un detenuto italiano, che però non è sfuggito all’attenzione ed alla professionalità del personale di polizia penitenziaria del carcere di Voghera che ha esaminato con grande attenzione e scrupolo il pacco. Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader lombardo del SAPPE.

"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo. Si pensi che, dall’inizio dell’anno, sono stati trovati nelle varie carceri d’Italia quasi 1.600 telefonini!".

Capece ricorda che con una comunicazione ministeriale dello scorso maggio si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Voghera in servizio nel carcere. Perche?”

Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Voghera rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

 

23/10/2019  in MILANO BOLLATE

Movimentata perquisizione nel carcere di Bollate, considerato una eccellenza nella detenzione. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto delle Sezioni detentive del carcere trovando in una cella diverso materiale pericoloso non consentito. A darne notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardi del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Ieri sera i nostri Agenti, nel corso di una perquisizione straordinaria all’interno del carcere di Bollate occupata da soli detenuti stranieri, hanno rinvenuto e sequestrato materiale pericoloso di cui, ovviamente,   non è consentito il possesso. Parliamo di un telefono cellulare, lame affilate, un punteruolo, un cacciavite. Ma quel che più è significativo è ill sequestro di più di 50 buste di tabacco che probabilmente venivano utilizzate per traffici illeciti. Un plauso alla Polizia Penitenziaria di Bollate per l’attenta ed accurata perquisizione fatta con successo, ma il SAPPE rinnova la richiesta al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader lombardo del SAPPE.
"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo".
Capece fa riferimento ad una comunicazione ministeriale dello scorso maggio con cui si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari avea ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Bollate. Perche?”
Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Bollate rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

 

04/10/2019  in  SEGRETERIA LOMBARDIA

 

24/09/2019  in MONZA

 

18/09/2019  in VIGEVANO

Ancora un fatto violento all’interno delle carceri lombarde.Alfonso GRECO, segretario regionale per la Lombadia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, racconta quanto avvenuto nella Casa di reclusione vigevanese “Nel pomeriggio di ieri, un detenuto algerino di circa 30 anni ristretto per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre era in infermeria, al diniego da parte del medico di ulteriore terapia, aggrediva lo stesso con una lametta e solo grazie alla prontezza è alla professionalità del personale di Polizia intervenuto nell’immediato ha scongiurato conseguenza fisiche al medico. Purtroppo, nell’intervento sono rimasti contusi tre Agenti di Polizia Penitenziaria che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso del nosocomio cittadino ove sono stati dimessi rispettivamente con prognosi di 6, 10 e 30 gg. Fino a quando la polizia penitenziaria deve subire queste aggressioni? Registriamo, dunque, l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di personale appartenente al Corpo in servizio nella Lombardia. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono…”.Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà al poliziotto contusi e denuncia: “La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. Nella Casa di reclusione di Vigevano sono ristrette circa 380 persone, mentre la capienza regolamentare è di 240 posti letto regolamentari. Nel primo semestre del 2019 nel carcere vigevanese ci sono stati 36 atti di autolesionismo, 2 tentati suicidi11 colluttazioni e 2 ferimenti. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.Il SAPPE sollecita Ministro e Capo DAP a intervenire: “Questa di Vigevano è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria. A loro e al medico va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare il detenuto violento. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria della Lombardia”. 

 

12/07/2019  in VARIE