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MILANO BOLLATE, PERQUISIZIONE STRAORDINARIA IN CARCERE: TROVATI COLTELLI, LAME E TELEFONO CELLULARE. SAPPE: “BUSTE DI TABACCO USATE PER TRAFFICI ILLECITI? E’ ALLARME NELLE CARCERI”
 
23/10/2019 in MILANO BOLLATE, letto  109 volte

Movimentata perquisizione nel carcere di Bollate, considerato una eccellenza nella detenzione. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto delle Sezioni detentive del carcere trovando in una cella diverso materiale pericoloso non consentito. A darne notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardi del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Ieri sera i nostri Agenti, nel corso di una perquisizione straordinaria all’interno del carcere di Bollate occupata da soli detenuti stranieri, hanno rinvenuto e sequestrato materiale pericoloso di cui, ovviamente,   non è consentito il possesso. Parliamo di un telefono cellulare, lame affilate, un punteruolo, un cacciavite. Ma quel che più è significativo è ill sequestro di più di 50 buste di tabacco che probabilmente venivano utilizzate per traffici illeciti. Un plauso alla Polizia Penitenziaria di Bollate per l’attenta ed accurata perquisizione fatta con successo, ma il SAPPE rinnova la richiesta al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader lombardo del SAPPE.
"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo".
Capece fa riferimento ad una comunicazione ministeriale dello scorso maggio con cui si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari avea ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Bollate. Perche?”
Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Bollate rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

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