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VOGHERA, TROVATO MICRO TELEFONO CELLULARE. SAPPE: “E’ ALLARME PER LA DIFFUSIONE DI TELEFONI CELLULARI NELLE CELLE DELLE CARCERI”
 
30/10/2019 in VOGHERA, letto  99 volte

Fruttuosa perquisizione nel carcere di Voghera. A darne notizia è Alfonso Greco, Segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Un plauso agli uomini della polizia penitenziaria di Voghera che, nonostante la cronica carenza di personale, non rinunciano al controllo e alla repressione di condotte messe in atto dai detenuti. L’apparecchio, di dimensioni minime, era all’interno di un pacco, abilmente occultato, indirizzato ad un detenuto italiano, che però non è sfuggito all’attenzione ed alla professionalità del personale di polizia penitenziaria del carcere di Voghera che ha esaminato con grande attenzione e scrupolo il pacco. Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader lombardo del SAPPE.

"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo. Si pensi che, dall’inizio dell’anno, sono stati trovati nelle varie carceri d’Italia quasi 1.600 telefonini!".

Capece ricorda che con una comunicazione ministeriale dello scorso maggio si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Voghera in servizio nel carcere. Perche?”

Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Voghera rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

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